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martedì 22 agosto 2017

Tentazione di suicidarsi

Di buon mattino mi ero messo in viaggio; stavo sul direttissimo. Mentre il controllore vistava i biglietti del mio compartimento ed io gli scambiavo qualche parola, il treno improvvisamente si fermò, pur essendo in aperta campagna. Il controllore si allontanò pochi minuti e poi, ritornato, disse: Un uomo è morto sotto il treno! Da Sacerdote, nella speranza di essere ancora in tempo a dare l'Assoluzione sacramentale, scesi dal treno per andare e vedere. Nulla da fare! Il corpo era presso le rotaie e la testa dell'infelice stava a due metri, in una scarpata. Era un uomo sugli ottant'anni. Forse solo, privo di affetto e di tutto, stanco della vita, in un momento di abbattimento decise di troncarsi la vita. Si compatisce un vecchio, forse poco consapevole dell'atto inumano per effetto della arterio-sclerosi. Ciò che oggi è allarmante è la tentazione del suicidio, tentazione terribile, che giornalmente ha le sue vittime, come appare dagli articoli dei giornali. E non sono tanto i vecchi, quanto i giovani ad essere tentati. Tra le lettere che ho sul tavolo, c'è quella di una giovane, che per due volte ha tentato di avvelenarsi. Una madre, venuta a trovarmi con la figlia, mi diceva qualche tempo fa: - Questa figlia si è gettata dal balcone e non è morta. Ancora un paio di volte ha tentato di uccidersi. Non so più cosa fare! Mi sforzai di convincere la giovane a non fare simili pazzie e mi rispose: - Ciò che lei dice è giusto. Ma io sola so che cosa provo dentro di me; nessuno può averne un'idea! - Un'altra madre, vestita a lutto, mi diceva: Stavo nella mia cameretta, quando entrò la figlia di ventisei anni. Mi abbracciò e disse: Mamma, ti saluto per sempre! Ho preso or ora il veleno! ... E così ho perduto la figlia! - In vista di tanti attentati di suicidio, un tedesco, vero filantropo, da alcuni anni ha attuato una buona iniziativa. Ha comunicato per radio il numero del suo telefono, dicendo: Chiunque avrà deciso di togliersi la vita, prima di suicidarsi mi chiami a telefono. Altre buone persone, anche in Italia, già ne seguono l'esempio, pubblicando il loro numero di telefono. L'iniziativa ha preso il nome di « Telefono Amico ». Si spera che mettendosi qualcuno a colloquio con questi disperati, si possa riuscire a calmare i loro nervi, incoraggiandoli a superare le difficoltà della vita. 

Motivi. 

Come spiegare tanti tentativi di suicidio? La vita irreligiosa moderna influisce assai. Si è falsato da molti il fine della vita, cioè si vuole vivere soltanto per godere. Quando ci si trova davanti ad una forte sofferenza, si conclude: Non ne posso più! È meglio farla finita! Siccome si vuol trascorrere la vita passando da piacere a piacere, non essendo allenati al dolore, ci si abbatte per poco; talvolta per arrivare al suicidio basta una bocciatura agli esami, un affare mal riuscito, una disillusione d'amore, un rifiuto reciso avuto dai genitori e spesso il sentire il vuoto nel cuore. Può spingere al suicidio la vanità di far parlare di sé i giornali. Il demonio potrebbe tentare anche persone timorate di Dio, in certe ore nere della vita. Bisogna allora pregare, domandare la forza a Dio e respingere subito e con energia l'insinuazione diabolica. Poiché queste pagine sono dirette alle anime pie, si raccomanda loro di non dimenticare nella preghiera quotidiana le persone disperate, che sono in procinto di suicidarsi, affinché il Signore ne abbia misericordia.

(Brano tratto da "Combattimento spirituale" di Don Giuseppe Tomaselli).