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sabato 15 aprile 2017

Il corpo umano

Il primo nemico dell'anima è Satana; però è un nemico fuori di noi; gli si può chiudere la porta per non farlo entrare. Ma c'è un nemico peggiore, che sta, per così dire, a casa nostra, o meglio, vive con noi e non possiamo staccarcene. È il nostro corpo. Dopo la colpa originale è avvenuto nella creatura umana un grande dissesto. Come Adamo ed Eva si ribellarono a Dio, così il corpo dei nostri progenitori si ribellò al loro spirito; e ciò che avvenne in essi si ripercuote in ogni loro discendente. Nelle membra del corpo, dunque, c'è una legge che è in contrasto con la legge dello spirito. La mente vede il bene, lo apprezza, può tesserne le lodi ... eppure in un certo momento si decide al male. E' il corpo che con le sue cattive tendenze può ottenebrare la mente e trascinare all'iniquità. Il demonio, che conosce bene le tendenze umane, può sobillare il corpo per piegare la volontà al male. L'anima è tenuta a resistere per mezzo del suo libero arbitrio; finché è risoluta di non cedere alla tentazione, qualunque cosa avvenga nel suo essere, non ha colpa alcuna, anzi resta vittoriosa. Il Signore, invocato con fede, viene sempre in aiuto all'anima in pericolo.

Il salvataggio.

Sulla spiaggia stavano dei bagnanti; ad intervalli taluni si tuffavano nell'acqua.
Una signorina, poco pratica di nuoto, si azzardò a scostarsi troppo dalla riva; all'improvviso sparì nell'acqua. In meno che si dica, non conoscendo le regole del nuoto, andò a fondo. Un altro bagnante, molto esperto, vista la scena, corse in aiuto. Si tuffò a capofitto ed in fondo al mare trovò la signorina, la quale si dibatteva. Per prima cosa l'afferrò per la chioma e poi le battè la testa sul fondo del mare. In pochi secondi furono a galla tutti e due. Alla signorina si fece vomitare l'acqua inghiottita e le si apprestarono i rimedi del caso. Il suo primo lamento fu: Sento male alla testa! - Appena riavutasi discretamente, chiese a chi l'aveva salvata: - Perché mi ha fatto battere la testa? - Eh, signorina, se non avessi fatto così a quest'ora saremmo ambedue morti. Lei, per salvarsi, si sarebbe aggrappata a me istintivamente, mi avrebbe stretto alle braccia, non avremmo potuto muoverci e saremmo rimasti a fondo tutti e due. Quel colpo alla testa l'ha stordita, io sono stato libero nei movimenti ed in un attimo l'ho portata a galla -.
Lodevole la tattica usata, ma più lodevole il pronto accorrere del giovane salvatore. Quando le passioni corporali insorgono e la malvagità diabolica le intensifica, essendo grave il pericolo che sovrasta all'anima, il Signore comincia subito l'opera di salvataggio; suscita allora in mente dei buoni pensieri, quali: Dio vede tutto! ... C'è l'inferno! ... Si può morire! ... Guai a chi abusa della Divina Misericordia!... E mentre dà luce all'intelligenza, dà forza alla volontà. L'anima, mentre è nel vortice della tentazione, deve accettare il celeste salvataggio e cioè deve riflettere sul pericolo che corre, pregare ed assecondare meglio che può il lavorio della Grazia Divina. Se non fa questo, resta presto vittima della tentazione.

La gru spirituale.

Si dice da taluni: È impossibile resistere a certe tentazioni, specialmente quando è interessato il cuore; l'amore, anche illecito, è irresistibile! ... Certe tentazioni son più forti di noi! ... Il corpo trascina irresistibilmente! Tali affermazioni sono false. È di fede che il buon Dio non permette la tentazione superiore alle forze di ognuno. Se ci si lascia vincere, è solo perché si vuole. San Paolo diceva: « Tutto io posso in Colui che mi dà forza! » (Filippesi, IV-13). Con le semplici forze umane non è possibile vincere le tentazioni; è necessaria la forza divina, la quale è data a chi prega e fa la parte sua nella lotta. Non può un operaio, servendosi delle semplici sue braccia, sollevare da terra un macigno di tre o quattro quintali; ma se ha l'aiuto della gru, può sollevarlo subito ed a grande altezza. La gru spirituale è la forza che viene da Dio, per la quale innumerevoli anime superano facilmente le tentazioni dei sensi e vivono nel mondo come Angeli, quasi non avessero il corpo.

(Brano tratto da "Combattimento spirituale" di Don Giuseppe Tomaselli).