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venerdì 14 aprile 2017

Forte... ma legato

La tentazione è una lotta. Si sa che la lotta si svolge sempre con un avversario e talvolta con più di uno. Nella lotta spirituale gli avversari sono tre: il demonio, il corpo ed il mondo. Occorre conoscere i nemici e le loro astuzie per lottare con buon esito. Intratteniamoci pertanto a parlare del demonio, il quale è chiamato il « tentatore » per eccellenza. Il demonio è un puro spirito; nemico giurato di Dio, operatore d'iniquità, padre della menzogna. Non ha bisogno di riposo essendo uno spirito e perciò può lavorare notte e giorno senza stancarsi mai. E’ molto forte, però la sua forza è dominata dalla volontà di Dio e non può fare più di quanto Dio gli permette. Il Signore, somma Sapienza, gli dà una certa libertà sulle sue creature affinché si attuino i suoi disegni provvidenziali. Dunque, come si è già detto, il demonio può tentare al male, ma entro certi limiti, senza violentare la libertà umana. Si presenta un paragone. Immaginiamo una tigre inferocita, legata con grossa catena ad un palo. Può muoversi tanto quanto è lunga la catena; può urlare, digrignare i denti, agitarsi, fare salti, ma non può fare nulla a chi le sta lontano. Può azzannare solo chi le si accosta troppo. Così è il demonio: forte, terribile, ma legato. 

L'astuto serpente. 

È difficile distinguere il solco tracciato nell'aria dall'aquila che vola. E' pure difficile distinguere sulla ruvida roccia il posto ov'è passato il serpente. Ma è più difficile scoprire le astuzie di Satana, quando egli lavora attorno ad un'anima. Il tentatore è chiamato « l'astuto serpente »; le studia tutte, non ha premura, sa adattarsi alle circostanze; pur di vincere è disposto a tutto, anche a camuffarsi da angelo di luce per trarre in inganno. La Chiesa, sapendo ciò, nelle Litanie dei Santi ha messo una invocazione particolare: « Dalle insidie del diavolo, liberaci, o Signore! ». Durante la seconda guerra mondiale, nel 1942, in Piazza Università a Catania stava un lustrino. Al mattino era lì, presso la sua cassetta di lavoro; serviva con garbo i clienti. Sotto la sferza del sole o nel rigore dell'inverno non lasciava il suo posto. A sera si ritirava. Contemporaneamente in un ristorante lavorava un commesso, piuttosto anziano. Serviva, accettava i richiami e non aveva tante pretese. Intanto a Catania avvenivano le incursioni aeree. Sulle navi, sui padiglioni dell'aeroporto e sui centri militari piombavano le bombe. Naturalmente si facevano i commenti: - Ma queste bombe, sganciate con precisione e proprio ora che sono arrivate alcune navi? ... Ma! -. Il lustrino di Piazza Università era un capitano inglese ed il commesso del ristorante era un comandante delle truppe inglesi. Di giorno carpivano le notizie e di notte le trasmettevano per radio. Appena cessato il mese di resistenza nella Piana di Catania, i due ufficiali indossarono la divisa e sfilarono con i soldati lungo la città. Si diceva giustamente: Che furbizia! ... Chi l'avrebbe mai immaginato?... - Ma tutto questo non deve fare meraviglia, perché si sa che durante la guerra lo spionaggio lavora con arte fine. L'astuzia dell'uomo è nulla a confronto di quella di Satana. Nella guerra dello spirito egli usa tanta astuzia da ingannare anche le persone più provette nella vita spirituale. Meno male che il Signore viene in aiuto alle anime tentate con grazie attuali, le quali danno luce e forza. Però bisogna stare all'erta per non lasciarsi prendere dal tentatore. Iddio ci premunisce per mezzo di San Pietro: « Siate sobri e vigilate, perché il vostro nemico, il diavolo, come un leone ruggente va all'intorno, cercando qualcuno da divorare. Fategli resistenza restando forti nella Fede! » (I Pietro, I - 5... ).

(Brano tratto da "Combattimento spirituale" di Don Giuseppe Tomaselli).