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mercoledì 12 aprile 2017

Dio aiutava Don Bosco

Costruire un Tempio, grande e sfarzoso, richiederebbe oggi centinaia e centinaia di milioni; quantunque al tempo del Santo la moneta avesse altro valore, facendo le proporzioni, si avrebbe lo stesso risultato. Don Bosco iniziò la costruzione del magnifico Santuario dell'Ausiliatrice in Torino senza denaro; e non solo la Chiesa, ma anche i locali annessi, cioè un grandioso Ospizio. La gente si domandava, a vedere tanti operai a lavoro e la fabbrica a venire su così presto: Ma questo Prete dove prende i denari per pagare la mano d'opera e il materiale?...  Don Bosco aveva fatto il disegno del Santuario, come gli era stato mostrato nelle visioni, l'aveva fatto approvare, aveva posta la prima pietra il 27 Aprile 1865 e diede l'incarico della costruzione all'impresario Carlo Buzzetti. A costui disse:
- Ti voglio dare subito un acconto per i grandi lavori. Non so se sarà molto, ma sarà tutto quello che ho.  
Messo fuori il borsellino, lo capovolse nelle mani di Buzzetti e vennero fuori otto soldi. 
- Con questo lei vuole innalzare un grande Tempio?  
- Stai tranquillo, che la Madonna penserà a provvedere il denaro!  
Un altro, che faceva da economo, disse: Don Bosco, ma come faremo ad andare avanti? Come si può affrontare un'opera simile senza denaro?  
- Non preoccuparti! Comincia gli scavi. Quando mai noi abbiamo cominciato un'opera con i denari pronti? Bisogna lasciar fare qualche cosa alla Divina Provvidenza!  

Da quel momento furono tante le grazie concesse dalla Madonna a coloro che concorrevano alla costruzione della nuova Chiesa, che Don Bosco potè dire: La Vergine Santissima si è edificata da se stessa la sua casa; ogni mattone del Tempio ricorda una grazia da lei concessa.  Per aver un'idea di ciò che avveniva attorno a Don Bosco quando lavorava per la gloria di Dio, basta citare un semplice episodio, uno tra i moltissimi. Si erano cominciati gli scavi e si avvicinava il giorno del pagamento della prima quindicina di lavoro. Il Santo fu chiamato al letto di una signora, la quale da tre mesi era gravemente inferma. Le consigliò di pregare la Madonna e di fare una novena, con la promessa, se era possibile, di dare qualche offerta per il Tempio in costruzione. L'inferma presto guarì e diede a Don Bosco la somma per il pagamento della quindicina dei lavori, dicendo: Questa è la prima offerta e non sarà certamente l'ultima. 


[...]

La fiducia di Don Bosco nella Divina Provvidenza non aveva limiti, per questo era sicuro in ogni impresa. Si trovava a San Benigno Canavese. Don Rua e Don Lazzero erano preoccupati, dovendosi pagare d'urgenza ventimila lire. Questa somma oggi equivarrebbe almeno a due milioni. Mentre si studiava il modo di procurare il denaro, Don Bosco estrasse da tasca una busta sigillata, che gli era stata consegnata e non aveva ancora aperta. Era un signore che scriveva, dicendo che aveva già pronte ventimila lire da mandare per qualche opera di beneficenza. Don Bosco esclamò: Queste sono cose di ogni momento; eppure i posteri non le vorranno credere e le porranno tra le favole!  

Un altro esempio del genere. 

Si erano spese trentamila lire per mettere in efficienza un'abitazione a Mathi Torinese. Don Bosco era a pranzo dal Conte Colle a Tolone e ruminava nella sua mente la maniera di raccogliere quella somma per darla all'impresario; non manifestò il suo pensiero. Finito il pranzo, il Conte, che nulla sapeva dell'affare di Don Bosco, gli consegnò un plico, dicendo: Serva per le sue opere. Il plico conteneva trentamila lire. Il Santo, sorridendo, si rivolse al Conte: Durante il pranzo pensavo al debito di trentamila lire; lei è stato scelto da Dio a strumento della sua Provvidenza.  Il Conte a queste parole pianse di consolazione. Quando, in estremo bisogno, non si muovevano gli uomini ad aiutare Don Bosco, interveniva direttamente Dio, dando al suo Servo il potere di operare miracoli. Ed il nostro Santo potè moltiplicare le pagnottelle per la colazione dei suoi ricoverati, le castagne e le nocciole in occasione di passeggiate e le Sacre Particole durante la Messa. 

[...]

Come si spiega l'abbondanza di Provvidenza in Don Bosco? Con le parole di Gesù: « Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutto il resto vi sarà dato in più... ». Egli cercava la gloria di Dio e la salvezza delle anime; non ambiva il denaro per sè o per cupidigia, ma per il bene del prossimo. Secondo le parole del Vangelo, quando una persona osserva bene la legge di Dio ed ha cura dell'anima propria, può essere sicura di essere assistita dalla Divina Provvidenza; non nuoterà nella ricchezza, perchè d'ordinario questa è pericolosa, ma non sarà privata del necessario. 

Don Bosco è considerato come il Santo della Provvidenza e molti si rivolgono a lui nelle necessità della vita. 


(Brano tratto da “Un prete straordinario”, di Don Giuseppe Tomaselli)