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mercoledì 5 aprile 2017

Pregare per i preti

Santa Teresa del Bambino Gesù scrive nella Storia di un'anima: « Non sapevo convincermi del bisogno che hanno i Sacerdoti della mia preghiera. Sono essi che devono pregare per me. Ma quando andai a Roma e lungo il viaggio ebbi occasione di avvicinare molti Sacerdoti, allora mi convinsi che hanno bisogno della preghiera altrui. Ne incontrai dei fervorosi e zelanti, ma anche di quelli un po' rilassati nello spirito. Da quel tempo in poi ho messo la mia vita a vantaggio dei Sacerdoti: pregare per loro, sacrificarmi per loro. Anche dal Cielo vorrò continuare questa nobile missione ».

Imparino anche gli altri fedeli a pregare ogni giorno per i Sacerdoti. Le anime pie scelgano un giorno alla settimana, ad esempio il giovedì, ed offrano le loro opere di bene a Dio per il vantaggio spirituale dei Sacri Ministri. Oh, come sono care a Dio tali anime e quante grazie possono ottenere! Riporto qualche episodio personale. 

Un triduo.

Nel 1934 ero a Trapani. Fui chiamato ad assistere una moribonda e vi accorsi frettolosamente.
La camera era piena di parenti. L'inferma, appena mi vide, mi disse con molta fede: Padre, aiutatemi a salvare l'anima mia!... Per me è ormai finita!... Voglio confessarmi, ricevere il Santo Viatico e l'Olio Santo e poi... venga la morte!
- Signora, ma siete così grave?
- Sono in uno stato gravissimo; lo sento. Da poco tempo sono stata operata; ora dovranno operarmi di peritonite acuta. Sento che le forze vengono meno. Prima di andare sotto i ferri, pensiamo all'anima. -
Intanto là vicino scorsi un uomo, in lacrime.
- Fatevi coraggio! Voi siete il marito dell'ammalata?
- Sì, Padre! Non abbiamo figli. Morta mia moglie, resterò solo al mondo.
- Poiché il caso e grave, rivolgiamoci a Dio con la preghiera. Raccomando di fare un triduo di preghiere.
- Suggeriteci voi che cosa fare.
- Dovete dire ogni giorno un Rosario per tutti i Preti di Trapani e, siccome il Signore gradisce assai la preghiera per i suoi Sacerdoti, speriamo che venga la grazia della guarigione. -
Il mio suggerimento fu subito attuato. Tutti quelli che erano presenti cominciarono a pregare. Dopo qualche ora vennero quattro medici. Fatta la visita all'inferma, dissero: L'operazione non è urgente. Aspettiamo. -
L'indomani si rinnovò la visita. Conclusione: L'ammalata è fuori pericolo. - Il terzo giorno i medici assicurarono che il male andava scomparendo. La guarigione si ottenne.
Quando la signora mi rivide, piegò le ginocchia davanti a me: Reverendo, sono viva per miracolo!
- Signora, non umiliatemi; in questa faccenda ho poca parte. È il Signore, che ha accettata la preghiera per i Preti di Trapani e vi ha salvata! -
In ringraziamento la pia signora volle solennizzare una giornata nella Parrocchia di Maria Ausiliatrice, presente lei ed i parenti.

Lacrime paterne.

Nel 1945 ero a Modica.
Venne a trovarmi un buon padre di famiglia. Mentre parlava, piangeva.
- Che Iddio faccia morire prima me... e no mia figlia! Povera figlia mia... morire a diciannove anni!
- I medici che cosa ne pensano?
- La curano in tutti i modi, ma la figlia non migliora, anzi perde terreno ogni giorno di più!
- Essendo questa la situazione, non resta che implorare la misericordia di Dio. Volete conoscere uno dei segreti più potenti per ottenere grazie dal Signore? Pregare per i Preti! Voi dovete recitare ogni giorno un Rosario per i Sacerdoti di Modica. Pregare con fede. Non è difficile che Iddio vi consoli presto. -
Come si allontanò rasserenato il bravo uomo! La sola speranza della guarigione della figliuola, gli ridiede il sorriso.
Non trascorse un mese ed il padre di famiglia ritornò.
- Reverendo, non ho parole per ringraziare Dio! Ho pregato per i Preti della città; la figliuola è già guarita perfettamente. Non si riconosce più! Vedesse come si è rimessa! È aumentata molto anche di peso... Ho già fatto un voto, da mantenere per tutta la mia vita: Reciterò ogni giorno un Rosario per i Sacerdoti! -
Oggi la guarita e un'ottima madre di famiglia, dimorante a Rosolini (Siracusa).

Antonio...

Nel 1947 ero a Palermo, presso l'Orfanotrofio maschile, in Piazza Santa Chiara. Una sera ero andato nell'infermeria dell'Ospizio, per completare, nel silenzio, dei lavori di tavolino. In fondo alla camera giaceva un orfanello sui quattordici anni; sua madre lo assisteva. L'infermo da cinque giorni non parlava, non si nutriva ed era nell'incoscienza; la febbre, oltre i quaranta gradi, lo consumava. I superiori erano in grande apprensione, perché il caso era veramente grave. La vista di quella donna, che contemplava il figlio in quelle tristi condizioni, mi richiamò il pensiero della mamma mia: E se fossi io quell'infermo ... e se quella donna fosse mia madre . . . oh, che strazio!
Mi avvicinai alla signora per confortarla.
- Abbiate fede in Dio! Speriamo che il vostro Antonio guarisca presto.
- No, Padre, che guarisca presto! ... Che non muoia! ... Io sono una povera vedova; questo figlio è il mio più grande tesoro! Come dovrò fare se morrà? -
Rivolsi la parola al giovanetto, alzando la voce al suo orecchio. Non dava segno di udire.
- Signora, suggerisco a voi quello che ho suggerito ad altri in simili casi: Pregare per i Preti di Palermo, recitando ogni giorno per loro un Rosario. Cominciate una novena e mettetevi, se è il caso, in grazia di Dio.
- Se faccio così, mio figlio non morrà?
- È probabile! So che Iddio facilmente accetta la preghiera per i suoi Ministri.
Quanta gioia infusero le mie parole in quel cuore materno sanguinante! La donna cominciò a pregare. L'indomani mattina alle ore nove spariva la febbre, completamente, Antonio cominciava a parlare ed ebbe la forza anche di alzarsi subito da letto e scendere al pianterreno dell'Ospizio. È da immaginare la gioia di questa madre! Quando mi presentò il figlio, tranquillo e sorridente, mi disse: Reverendo, e questo è mio figlio! Si può riconoscere per quello che era?
- Avete saputo pregare! Continuate a pregare per i Preti! -


(Brano tratto da “Abbasso i preti”, di Don Giuseppe Tomaselli)